I migliori posti da visitare in Calabria

TROPEA (VV)

BORGO DEI BORGHI 2021, LA PERLA DEL TIRRENO

Tropea è nota per le vedute panoramiche e per i suoi giardini.

Il centro storico che risale al periodo angioino-aragonese. è a circa 70 metri sul mare. Una camminata nel centro storico di Tropea permette di scoprire botteghe di artigiani, e di acquistare direttamente dai contadini delizie del luogo.

Avventurandosi in queste stradine si possono poi ammirare i palazzi dei nobili costruiti tra il ‘700 e l’800: all’esterno molti hanno ancora lo stemma nobiliare della famiglia e dei suggestivi balconi direttamente sul mare. Il cuore del centro è Largo Ercole, con la sua bella piazza, e da qui si raggiunge Palazzo Toraldo, che ospita anche una collezione di reperti archeologici. Da scoprire poi le molte chiese qui racchiuse: la Cattedrale, la chiesa di Sanfrancesco d’Assisi e la chiesa di Santa Maria della Neve, sconsacrata.

Imperdibile è una visita Al Santuario Santa Maria dell’ Isola – il simbolo di Tropea nel mondo,  la chiesetta edificata dai Benedettini sorge su un bellissimo isolotto, è uno dei luoghi più visitati della Calabria.

 La cattedrale di Maria Santissima di Romania è il duomo di Tropea ed è anche conosciuta come la Cattedrale Normanna, perché fu costruita dai normanni alla fine del 1200 e sorge sui resti di un cimitero bizantino. Durante il Seicento, l’edificio fu trasformato in stile barocco e allungato di 12 metri. Subì molti danni a causa dei molteplici terremoti ed ebbe numerosi restauri. L’interno ospita l’icona della SS. Patrona della città, la Vergine di Romania, opera di un allievo di Giotto. Particolare attenzione merita il maestoso Crocifisso Nero, proveniente probabilmente dalla Francia e databile non prima del 1600.

PARCO NAZIONALE DELLA SILA (CS)

IL POLMONE VERDE DELLA CALABRIA

L’altopiano della Sila si estende tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro. Si tratta del più vecchio parco nazionale della Calabria e tra i primi 5 nati in Italia. Ogni momento dell’anno è giusto per ammirare e godere lo splendido territorio di questa terra dalle mille risorse. Il parco custodisce al suo interno uno dei più significativi patrimoni di biodiversità che merita di essere amato e soprattutto protetto. Il simbolo del Parco è il lupo.

Da segnalare la presenza di molti rapaci, fra cui il nibbio reale, il biancone e il gufo reale. All’interno del Parco ci sono nove riserve naturali biogenetiche. Fra queste, spiccano I Giganti della Sila di Fallistro, 50 colossali alberi di pino e 5 di acero montano con oltre 500 anni di età, e la Riserva Golia-Corvo, area di diffusione e ambientamento dei cervi, dove ne vivono circa 150 esemplari.

SCILLA (RC)

PUNTA DI DIAMANTE DELLA COSTA VIOLA

Scilla rappresenta una delle parentesi esperienziali più appaganti che il territorio reggino possa offrire.

Da sempre Scilla è uno dei litorali più ambiti da turisti e amanti del mare che affollano la spiaggia della Marina Grande. Una location d’eccellenza, in cui paesaggio e natura si fondono in un unico grande spettacolo di colori e sensazioni. Acqua cristallina, fondali ricchi di biodiversità, tramonti indimenticabili attraverso cui scorgere, oltre lo Stretto, l’arcipelago delle isole Eolie.

Lo specchio d’acqua che separa la costa calabra da quella siciliana è teatro delle gesta di Ulisse e dei suoi uomini, lungo la rotta verso Itaca, alle prese con la furia di Scilla, l’infernale mostro marino antropofago capace di afferrare e divorare sei uomini contemporaneamente e la forza dirompente di Cariddi, gigantesco gorgo in grado di inghiottire qualsiasi cosa.

Quattro porzioni di territorio concorrono a formare l’assetto urbano di Scilla, contraddistinti da una propria connotazione storica e sociale. Cuore pulsante e autentico del paese, il quartiere San Giorgio racchiude il centro storico, dalla piazza San Rocco adagiata su un costone di roccia a strapiombo da cui si dischiude una vista mozzafiato sullo Stretto di Messina. Prettamente residenziale, Jeracari, completa invece la parte alta di Scilla. Vi è poi la Marina Grande che ospita il lungomare e la grande spiaggia che durante la bella stagione si accende dei colori vivaci che caratterizzano gli stabilimenti balneari. Un meraviglioso litorale incastonato tra il Belvedere Morselli e la gigantesca rocca su cui sorge il Castello Ruffo. Scrigno prezioso è infine Chianalea, la piccola Venezia del sud, antico rione marinaro dalle tipiche viuzze e casette adagiate sul mare.

Secondo Omero, qui vivevano le sirene che, con la loro voce melodiosa, incantavano i marinai: solo il furbo Odisseo riuscì ad ascoltarle senza conseguenze, dopo aver ordinato ai suoi uomini di legarlo all’albero maestro della sua nave. Per questo motivo la spiaggia di Scilla è conosciuta anche come Spiaggia delle sirene.

BADOLATO SUPERIORE (CZ)

IL BORGO DELLE CHIESE

Il millenario borgo di Badolato conserva ancora intatta la struttura urbanistica medioevale. La posizione del borgo è situata a mezza costa, infatti dal centro storico si raggiunge in meno di 10 minuti sia il mare che la montagna, passando per una straordinaria diversità di paesaggi.

Nel patrimonio storico-architettonico fanno parte alcuni edifici di culto. Fra questi spicca per importanza e bellezza la Chiesa dedicata all’Immacolata, nota oltre che per l’interessante struttura, anche per la strategica ed invidiabile posizione a strapiombo sulla vallata, dalla quale è possibile ammirare tutta la costa sottostante dal Golfo di Squillace fino al promontorio di Punta Stilo. La struttura religiosa risale al 1686 e presenta un portale in granito attribuito agli scalpellini di Serra San Bruno. L’interno della Chiesa ha un soffitto con stucchi in gesso, decorato da artisti di Serra San Bruno.

SERRA SAN BRUNO (VV)

IL CUORE SPIRITUALE

Serra San Bruno è una delle località di maggiore interesse turistico delle montagne calabresi. Centro turistico, spirituale, artigianale e agricolo situato tra la Sila e l’Aspromonte, conserva intatte le strutture settecentesche dei propri palazzi e si richiama alle località montane grazie ai suoi boschi fitti di pini e abeti del suo bosco millenario che rappresenta una meta privilegiata per gli escursionistici. Il paese è formato dal centro storico chiamato Terravecchia e da Spinetto, quartiere più recente in quanto costruito dopo il terremoto del 1783.

Tra le chiese più interessanti di Serra San Bruno si distingue la chiesa di San Biagio, che presenta una bella facciata in granito locale e conserva ancora nella navata centrale quattro statue provenienti dall’antica Certosa, che raffigurano rispettivamente i santi San Bruno, la Madonna col Bambino, Santo Stefano e San Giovanni il Battista.

Degne di interesse sono anche la chiesa di Maria Santissima dei Sette Dolori, edificata nel 1721, che rappresenta uno dei massimi esempi dell’architettura tardo-barocca riscontrabili in Calabria.

Seguendo i sentieri del Bosco di Archifòro si arriva alla Pietra del Signore, un grande monolite di roccia granitica che sembra quasi sospeso.

Il bosco, oltre a una ricca biodiversità, ospita l’abete bianco più grande d’Europa.

In un bosco alla periferia sud della città sorge la Certosa fondata da Bruno di Colonia, fondatore dell’Ordine dei Certosini, su di un terreno donato al monaco dal Conte Ruggiero il Normanno. La Certosa di Serra san Bruno è il primo monastero d’Italia e secondo in Europa dopo quello di Grenoble, in Francia.

Immersa tra aghifogli secolari, giganteschi faggi, querce e castagni enormi, la Certosa fu distrutta quasi completamente dal terremoto del 1783, per poi essere riedificata in stile neogotico, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

La chiesa fu l’unico edificio in pietra, condizione indispensabile per la sua consacrazione, che avvenne il 2 settembre 1085. Oggi, nel luogo dove si suppone che fossero ubicate un tempo le celle dei primi certosini, sorge una cappella detta «Cappella di San Bruno» e un’altra dedicata alla Madonna, chiamata «Madonna di Casalibus».

Gli abitanti della Certosa vivevano completamente separati dal mondo, in un ritiro legalmente inviolabile.

Si conservano alcune pregevoli opere d’arte del Sei-Settecento: nel baldacchino sopra l’altare maggiore della chiesa si trova un busto reliquario in argento di San Bruno, opera del 1520; una tela raffigurante San Francesco di Paola.

Oggi nella Certosa vivono pochi frati, assolutamente vietato è l’accesso e non è visitabile nemmeno l’imponente Biblioteca presente all’interno. Vi si può visitare solamente il Museo della Certosa, di recente apertura che raccoglie le testimonianze più significative dell’arte nella Certosa. Il Museo si trova all’interno del perimetro claustrale e si entra da un accesso indipendente e accessibile a tutti.

A poche centinaia di metri si trova la chiesa dove San Bruno si spense nel 1101. Alla base di una larga scalinata, si trova la grotta dove il fondatore dell’ordine dei Certosini si ritirava per pregare e dormire, e il laghetto, con al centro la statua del santo in preghiera. La tradizione vuole che qui si trovassero le spoglie del frate e che, quando furono portate alla luce per essere traslate, vi sgorgò la sorgente che alimenta il laghetto.

PIZZO (VV)

LA CITTA’ DEL GELATO

Pizzo è una tranquilla città arroccata su una collina che domina il mar Tirreno.

I Maestri Gelatai di Pizzo Calabro hanno creato uno dei dessert più famosi d’Italia, il Tartufo di Pizzo, la cui ricetta segreta permette di produrre questa prelibatezza dalla tipica forma sferica ed il colore scuro che, ormai da anni è diventando uno dei prodotti più apprezzati d’Italia.

Oltre al tartufo, una delle attrazioni principali della zona è il Castello Murat, costruito nel XV secolo. Potrete partecipare a un tour delle segrete e dei merli e ammirare il panorama offerto dal mare e visitare la cella in cui fu rinchiuso Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, condannato per tradimento e giustiziato dal plotone di esecuzione nella sala principale del castello. 

All’estremità settentrionale della spiaggia si estende il molo chiamato Passerella di Pizzo, da cui è possibile osservare le scogliere dominate dal castello. Il molo è fiancheggiato da rocce che consentono alla struttura di mimetizzarsi nell’ambiente naturale.

Sulla via del ritorno verso il centro storico, fermatevi ad ammirare il Monumento ai Caduti e la Chiesa di San Giorgio. Alla periferia nordorientale della città sorge la suggestiva Chiesa di Piedigrotta, una struttura religiosa scavata nelle pareti erbose di una collina.

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR)

L’ISOLA CHE NON C’E’

Pizzo è una tranquilla città arroccata su una collina che domina il mar Tirreno.

I Maestri Gelatai di Pizzo Calabro hanno creato uno dei dessert più famosi d’Italia, il Tartufo di Pizzo, la cui ricetta segreta permette di produrre questa prelibatezza dalla tipica forma sferica ed il colore scuro che, ormai da anni è diventando uno dei prodotti più apprezzati d’Italia.

Oltre al tartufo, una delle attrazioni principali della zona è il Castello Murat, costruito nel XV secolo. Potrete partecipare a un tour delle segrete e dei merli e ammirare il panorama offerto dal mare e visitare la cella in cui fu rinchiuso Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, condannato per tradimento e giustiziato dal plotone di esecuzione nella sala principale del castello. 

All’estremità settentrionale della spiaggia si estende il molo chiamato Passerella di Pizzo, da cui è possibile osservare le scogliere dominate dal castello. Il molo è fiancheggiato da rocce che consentono alla struttura di mimetizzarsi nell’ambiente naturale.

Sulla via del ritorno verso il centro storico, fermatevi ad ammirare il Monumento ai Caduti e la Chiesa di San Giorgio. Alla periferia nordorientale della città sorge la suggestiva Chiesa di Piedigrotta, una struttura religiosa scavata nelle pareti erbose di una collina.

GERACE (RC)

LA FIRENZE DEL SUD

Il comune di Gerace, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e uno dei Borghi più belli d’Italia, è un luogo in cui si respira un’aria medievale.

Notevoli le testimonianze del periodo, oltre alla Cattedrale e alla Chiesa di San Francesco è l’intero borgo a conservare edifici e vicoli antichissimi. Ha conservato quasi intatta la sua struttura medievale. Nel centro storico, infatti, si possono ammirare ancora i resti della fortezza con la quale era protetto dalle invasioni esterne e alla quale si poteva accedere grazie a delle porte urbiche e attraverso un ponte levatoio, oggi crollato.

La Porta del Sole è una delle antiche porte urbiche del borgo, con l’affaccio unico sulla vallata sottostante e sul mar Ionio.

Si dice che a Gerace siano state edificate 128 chiese. Solo alla fine del Settecento se ne contavano all’incirca 43, ma il terremoto del 1783 fece scendere drasticamente il numero a 17. Oggi molte di queste sono state completamente abbandonate.

Tra le bellezze da scoprire e ammirare della città di Gerace ci sono costruzioni più recenti e particolari. Le tante dimore nobiliari che si affacciano sulle piazze e sulle vie principali del borgo, sono caratterizzate da maestosi portali che hanno inciso lo stemma dei casati ai quali appartengono. All’interno troviamo grandi spazi aperti come cortili o giardini, che anticipano le meraviglie delle stanze.

Le piazze principali del borgo sono: la Piazza del Tocco la quale rappresenta l’antica sede del Parlamento locale di cui facevano parte nobili, borghesi e mastri; la Piazza Tribuna, che anticipa l’ingresso alla sede del vescovo e della Madre di tutte le Chiese della Diocesi. È possibile anche visitare il Museo Civico, il quale conserva la storia millenaria di questo borgo a partire dal Medioevo.

Una delle chiese più rappresentative è la Cattedrale dedicata all’Assunta, considerata il monumento più rappresentativo dell’architettura bizantino-normanno-romana, risale all’VIII secolo.

Molte le rassegne e i festival che si svolgono qui durante tutto l’anno. Una delle manifestazioni più importanti è “Il Borgo incantato”, prima rassegna in Calabria che celebra l’arte di strada. Dal 1999 e con grande successo ogni estate, a fine luglio, le strade sono invase da musicisti, band itineranti, giocolieri, funamboli, trampolieri, mangiafuoco, mimi, clown, maghi e prestigiatori provenienti da tutto il mondo.

SOVERATO (CZ)

LA PERLA DELLO IONIO

Incastonata come una perla nel golfo di Squillace, si propone come meta privilegiata di chi ama il mare. Il suo simbolo è un cavalluccio marino.

Soverato è celebre per la spiaggia di sabbia candida e finissima e per le acque cristalline. Anche il lungomare merita, perché consente lunghe passeggiate in un panorama mozzafiato.

Vi è anche il sito di Soverato Vecchio, che si erge su una collina a circa 1300 metri dalla linea di costa.

L’impianto urbano è quello tipico medievale, attraversato da stretti vicoli dove si alternano piccoli edifici a schiera e case. La viabilità è, infatti, legata al sistema di difesa predisposto ad impedire infiltrazioni durante gli attacchi. Pochi sono gli spazi aperti e allo stato attuale è visibile un’unica piazza localizzata sul versante sud-est dell’abitato, riconducibile probabilmente ad una ricostruzione post medievale del borgo. Caratteristica di tutte le abitazioni è la presenza di rinforzi murari visibili anche nella chiesa Matrice e nelle torri della cinta muraria.

A Soverato non può mancare una visita a la Pietà di Antonello Gagini (1521), custodita nella chiesa di Maria Santissima Addolorata, in marmo bianco, con la Vergine Maria che porta in grembo Cristo deposto dalla croce.

Prende spunto dalla Pietà del grande Michelangelo Buonarroti, ma è soggetta a una reinterpretazione singolare, che le conferisce un’identità peculiare.

L’opera fu commissionata da Giovanni Martino D’Aquino, che chiese al Gagini di scolpire la sua opera più “bella ed eccellente”; all’artista veniva richiesto di realizzare una scultura in marmo bianco con al centro San Tommaso D’Aquino che calpestava Averroè (il più importante filosofo arabo del medioevo). Il risultato soddisfò e superò le aspettative: il volto della Madonna esprime una sofferenza più umana ed intensa rispetto alla rappresentazione di Michelangelo, dove la madre di Cristo, dal volto decisamente più giovane, lascia trasparire un dolore contenuto, caratterizzato da un’aura di serenità.

TORRE DI RUGGIERO (CZ)

LA PICCOLA LOURDES

Le origini di Torre di Ruggiero sarebbero da attribuire alla migrazione della popolazione dei centri abitati vicini che decisero di stabilirsi in prossimità dei campi che erano soliti coltivare.

Qui si trova il Santuario della Madonna delle Grazie uno dei centri di culto più importanti della Calabria. La Chiesetta originaria, di periodo medievale e ricostruita nel XV secolo, subì numerosi danni in seguito al terremoto del 1783, periodo in cui venne perduta una statuetta della Madonna a cui erano riferite numerose apparizioni e miracoli. L’esterno della Chiesa è stato terminato nel 1886 e presenta una facciata neoclassica, opera di Davide Novara. Nell’atrio vi è una lapide-ricordo marmorea datata 1868. L’interno è in stile barocco con un altare a marmi policromi, opera dei fratelli Scrivio di Serra San Bruno.

I Ruderi del Convento Agostiniano sono un altro complesso architettonico da visitare, dedicato a Nostra Signora del Carmine, che fu edificato nel 1534 e successivamente ampliato. Il Convento è composto da una Chiesa grande, quattro Cappelle, un Convento Claustrale con cortile murato, oggi, questo Convento Basiliano è stato trasformato in azienda agrituristica. L’economia di Torre Ruggero è prevalentemente agricola. Molti sono gli insediamenti produttivi sparsi nel territorio, la maggior parte a conduzione famigliare.

Particolarmente rilevante la “corilicoltura” che ha dato origine a nuovi progetti imprenditoriali in particolar modo da quando il Comune di Torre di Ruggiero ha aderito all’Associazione Nazionale della Città della Nocciola.

REGGIO CALABRIA (RC)

LA CITTA’ DEI BRONZI

Reggio Calabria è situata nel cuore del Mediterraneo, tra il mare e la montagna. Si tratta di una terra ricca di profumi e colori. Gran parte della zona di Reggio Calabria è costituita dal Parco nazionale dell’Aspromonte, con ettari di foreste di pino sul lato tirrenico e faggeti su quello ionico.

Obbligatoria è una visita al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è in Italia e nel mondo uno dei musei più rappresentativi della Magna Grecia in Calabria.

Questo museo è famoso per i Bronzi ritrovati nel 1972, nei fondali marini di Riace (da cui i Bronzi di Riace). Sono collocati al livello D del Museo, in un ambiente in cui l’accesso è regolamentato e si può sostare al massimo 20 minuti.

I due bronzi, alti 1,97 e 1,98, sono in questo museo dal 1981. I Bronzi di Riace sono stati restaurati varie volte. Queste due sculture di bronzo rappresentano, secondo le ultime ipotesi, un guerriero e un re. Il guerriero è alto 198 cm e originariamente, come il re, aveva l’elmo e lo scudo, oltre alla lancia che si indovina dalla posizione abbassata del braccio destro. La statua B ha fatto pensare ad un re perché sulla testa ha la tenia, una fascia usata per le acconciature regali. Dato che si assomigliano molto, e che sono stati ritrovati insieme, si presume che siano stati realizzati dallo stesso artista in Grecia. I dettagli anatomici sono accurati, e i dettagli sorprendenti: gli occhi sono di calcite bianca, con le iridi in pasta di vetro e il condotto lacrimale di pietra rosa. I capezzoli, le ciglia e le labbra sono di rame e il re ha i denti d’argento.

Insieme ai bronzi, la sala ospita oggi anche il cosiddetto Relitto di Porticello, dove, nello stretto di Messina, nel 1969 sono stati trovati i resti di una nave affondata intorno al V secolo a.C. Tra i tesori di questo relitto oggi si possono ammirare due teste barbute.

Il lungomare Falcomatà è una delle passeggiate sul mare più belle d’Italia. È un tratto lungo quasi 2 km che si snoda da piazza Indipendenza a Piazza Garibaldi, attraversando sul mare tutto il centro storico della città, tra il porto e il fortino a mare.

È adornato da palazzi in stile liberty, monumenti e una grande varietà di alberi tra cui specie tropicali e subtropicali centenarie. Si possono ammirare i tesori archeologici dell’epoca greco romana di Reggio Calabria, un impianto termale romano, una fontana commemorativa e un teatro all’aperto in stile greco che oggi ospita eventi e spettacoli.

Dal 2007 qui hanno trovato posto anche tre gigantesche sculture umanoidi dell’artista romana Rabarama. La prima, “Trans-lettera”, è un’enorme figura col capo chino, di bronzo dipinta di bianco e nero; c’è poi “Labirintite”, semisdraiata, in bronzo dipinto di bianco e verde, e “Co-stell-azione”, accovacciata, in alluminio dipinto di bianco e bordeaux. Queste gigantesche figure umanoidi sono decorate completamente da simboli geometrici, lettere e altre forme che simboleggiano le infinite combinazioni e le varietà possibili dell’essere umano.

Il Castello Aragonese di Reggio Calabria, insieme ai Bronzi di Riace e al museo archeologico nazionale, è uno dei simboli della città. Nel corso dei secoli questo castello è stato prigione, caserma, e anche rifugio, quando nel 1540 i reggini vi si nascosero per sfuggire alle invasioni turche. A causa del terremoto del 1908 il castello è stato demolito in gran parte, e oggi rimangono in piedi le due torri aragonesi, sulla piazza. Si possono visitare sia gli interni, che ospitano eventi culturali e mostre, che gli esterni con una bella terrazza panoramica.

Il Duomo di Reggio Calabria è l’edificio sacro più grande di tutta la regione, e svetta sulla piazza del Duomo.  Ospita tanti tesori, tra cui la Cappella del Santissimo Sacramento, monumento nazionale, e il museo diocesano. Le sue origini risalgono al periodo normanno, quando fu decisa la costruzione di una nuova cattedrale sotto il Papa di Roma, in contrapposizione all’antica cattedrale lasciata alla popolazione di origine greca. La storia della cattedrale è costellata di incendi, rimaneggiamenti e restauri nel corso dei secoli. La cappella del Santissimo Sacramento è il monumento barocco più importante di tutta la Arcidiocesi di Reggio, un meraviglioso esempio di barocco della Calabria meridionale.

L’interno è decorato con magnifiche tarsie di marmo policromo, e le nicchie alle pareti ospitano le statue di marmo dei quattro evangelisti. L’altare barocco ha quattro grandi colonne di marmo nero con venature gialle.

La chiesa degli Ottimati si trova nel centro storico di Reggio Calabria, di fronte al castello aragonese. Spicca grazie alla sua cupola rossa, in stile Normanno-Bizantino, ed è l’emblema della dominazione spagnola di Reggio Calabria.

Il Teatro Cilea, centro artistico e culturale della regione, con i suoi 1500 posti, è il più grande della Calabria e all’interno la vasta sala a ferro di cavallo riprende gli interni dei teatri dell’800 italiano, con tre ordini di palchi, un loggione e al centro un grande palco reale. Inaugurato nella sua prima versione nel 1931, Cilea era una delle strutture più belle e funzionali d’Italia e nel 1964 ha ospitato il Trovatore di Giuseppe verdi.

Al primo piano, l’edificio ospita la pinacoteca civica, con opere preziose come i dipinti di Renato Guttuso e le tavolette di Antonello da Messina. Vi è poi una sezione dedicata a sculture classiche e busti di marmo.

SQUILLACE (CZ)

SCOLACIUM

In epoca greca la località è stata un fiorente centro della Magna Grecia con il nome di Skylletion, diventata poi Scolacium, importante centro romano dotato di teatro, anfiteatri, edifici amministrativi e religiosi.

Da non perdere una visita alla chiesetta gotica di Santa Maria della Pietà, oggi sconsacrata, di architettura tardo-gotica e costruita interamente in pietra squadrata e lavorata, su pianta quadrata, con archi e portali ogivali. Il suo interno a volte è spettacolare, ricca di simboli che, a quanto pare, appartengono alla tradizione templare.

Monastero di Santa Chiara è un complesso monasteriale che ebbe un ruolo fondamentale per la crescita urbana della città e diocesi di Squillace. Si ammirano ancora oggi i ruderi, tra cui la facciata principale, la torre campanaria e i muri perimetrali del primo livello.

Quello che rimane dell’imponente chiesa di Santa Maria della Roccella, intorno al quale oggi ruota il Parco Archeologico di Scolacium, conserva le tracce dell’affascinante storia di Squillace. La basilica era infatti tra le maggiori costruite dai normanni in Calabria con l’obbiettivo di latinizzare il culto di Cristo nell’Italia meridionale.

Da visitare anche la necropoli di epoca tardoantica, che rappresenta la testimonianza archeologica più datata dell’occupazione del colle di Squillace. Ritornata alla luce con gli scavi archeologici nel 2008, presenta di 22 tombe di adulti orientate con il capo ad ovest e gli arti inferiori a est. Nelle tombe sono stati ritrovati ricchi corredi che comprendono orecchini in oro, pettini in avorio, brocchette in ceramica.

Squillace è stato un importantissimo centro ecclesiastico, una tra le prime diocesi in Calabria di rito greco. Secondo antichi documenti, prima del terremoto del 1793 a Squillace si potevano contare ben 28 chiese, tre conventi maschili e quattro femminili.

Tra gli edifici religiosi spicca la cattedrale di Santa Maria Assunta, principale luogo di culto di Squillace e concattedrale dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, primo edificio di culto latino costruito nel borgo di Squillace. La cattedrale è formata da tre navate divise da pilastri, ed al suo interno si segnalano un fonte battesimale del XVI secolo, il monumento sepolcrale al vescovo Capece Galeota, e una tela settecentesca di Domenico Basile. Una delle cappelle interne all’edificio sacro è dedicata a Sant’Agazio Martire, decapitato a Costantinopoli e patrono di Squillace.

La Cattedrale conserva anche le reliquie del martire Sant’Agazio, centurione romano della Cappadocia, decapitato sotto Diocleziano in Costantinopoli nel 311 d.C. e patrono della città di Squillace e della Diocesi. Il suo culto è giunto a Squillace assieme alle reliquie che, secondo la leggenda, furono trasportate dalle onde del mare.

Il castello Normanno di Squillace domina il panorama dal punto più alto del borgo medievale, a guardia del paese e dei dintorni.

Fu edificato dai Normanni nella seconda metà dell’XI secolo, al termine della campagna di conquista della Calabria a danno dei Bizantini che avevano occupato l’Italia Meridionale per oltre 5 secoli. Il periodo normanno è sicuramente il più importante per Squillace, che vive un momento di grande fervore politico-amministrativo, economico e religioso.

Tags :

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Categorie

Hai delle domande?

Non esitare a contattarci, i nostri operatori saranno lieti di rispondere ad ogni tuo dubbio.